Voto

7

Che cosa succederebbe se l’immaginazione andasse oltre il sapere scientifico?
Il giovane genio protagonista de Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet – film ispirato al romanzo Le mappe dei miei sogni di Reif Larsen – ci dimostra quanto grande possa essere la forza dell’immaginazione, soprattutto di quella di un bambino.

Ritornano stilemi tipici del cinema di Jean-Pierre Jeunet, che è sempre un piacere: colori caldi e accoglienti, voce narrante fuoricampo, attenzione al dettaglio curioso, tocchi di grottesco, intromissioni dell’onirico, totale irrealtà e l’immancabile Dominique Pinon.

È il viaggio di un piccolo Leonardo da Vinci del Montana un bravissimo Kyle Catlett , visto con i suoi stessi occhi, quelli di un bimbo sui generis, sfigato e incompreso, dall’intelligenza di un grande ma dall’ingenua semplicità di un piccolo, destinato a sentirsi perennemente fuori luogo. Un film a misura di bambino in cui, però, ci si può riconoscere a ogni età. Chi non si è mai sentito solo e impaurito? Chi non ha mai fatto un gesto folle per attirare l’attenzione dei propri genitori? Chi di noi sta ancora cercando “il proprio albero di pino” come T.S., il proprio posto nel mondo?

Come fa a superare tutti i controlli di sicurezza dal Montana a Washington, D.C.? Cosa mangia? Abbandona il treno per ora senza perderlo mai? Tutte queste domande devono cessare di essere poste: Jeunet ci chiede per l’ennesima volta di sospendere il nostro giudizio razionale, e noi noi possiamo fare altro che assecondarlo e goderci la sua magia. Un film sognante, sopra le righe, divertente, ironico, brillante, speranzoso e delicatamente commovente.

Peccato per la scivolata finale nella banalità che, presente anche nel libro, Jeunet avrebbe potuto tranquillamente evitare.

Benedetta Pini