Superati i malumori per l’annullamento della data di Firenze a pochi giorni dalla loro esibizione, i The xx tornano in Italia al Postepay Rock in Roma per il tour del loro ultimo disco I See You, uscito lo scorso gennaio. A fare da spalla al trio britannico è stata Giungla, musicista italiana dalla chioma fluentissima: con la chitarra in spalla e una voce à la Hayley Williams è una sorpresa per il pubblico, che si è lasciato subito trascinare estasiato dal suo mordente.

Nell’attesa dei The xx il palco si scopre nelle sue infinite forme e luci, circondato da alti specchi girevoli come in un’installazione d’arte moderna. Al centro, la postazione di Jamie: un blocco trasparente dal quale reggerà le fila dell’intera performance. Un insieme minimale ma di enorme e abbagliante impatto. La scenografia diventa così un riflesso che si fa presenza viva e corposa in ogni nota, ricreando live senza sbavature l’incanto delle atmosfere ricercate in studio. Sul palco è sempre un cercarsi e ritrovarsi dei tre londinesi, che non riescono a far mistero dei sentimenti che li legano.

Intro e Crystalised fanno da apertura, ma il resto della scaletta è un tuffo nei nuovi brani. Canzone dopo canzone, l’amicizia sincera che lega il trio si fa sempre più evidente, tanto che al termine di Performance la voce di Romy – tocco di candore nel silenzio dell’arena – si scioglie nell’abbraccio cercato da Oliver. A metà concerto il gruppo si ferma a chiedere più luci per osservare il pubblico: “We want to see you all, we can really see you all from here”, dicono, giocando di richiami col titolo della loro ultima creazione.

È Jamie l’unico che rimane sullo sfondo, forse il più timido dei tre. Ma con On Hold e Loud Places si lascia andare a un assolo vertiginoso e caleidoscopico. Fa ciò che – da brillante dj – gli riesce meglio: far scatenare e ballare il pubblico. D’altronde il castello di cristallo della musica dei The xx ha un unico vero architetto e progettista: Jamie. 

Il live si chiude con Angels. Le ultime parole vengono sospirate piano al microfono da Romy, e lascia che sia il pubblico a completarle: “love, love, love”. Tanti chiamano il bis, ma non lo concedono: doveva finire così.

Margherita Cardinale