La performance di James Blake (quaranta minuti di suoni ambient house miscelati a percussioni e suoni della natura) si è appena conclusa. La scritta “DAMN.” scompare e riemerge il palco, questa volta libero da qualsiasi strumento musicale. The Damn Legend of Kung Fu Kenny è il titolo del video in salsa Tarantino che apre il concerto di Kendrick Lamar allo Ziggo Dome di Amsterdam, nona data europea del The DAMN. Tour. “Sarà uno show all’altezza degli ultimi concerti fatti in giro per l’America?” è la domanda che mi martella il cervello. Luci, colonne di fuoco, fumo sul palco.

Si comincia: l’intro di DNA spazza via ogni punto interrogativo. “Are you ready for the realest experience of your life?”. K-Dot è di parola: 19 tracce scelte accuratamente, la maggior parte tratte dal suo ultimo, monumentale album, ma senza tralasciare pietre miliari dell’artista come King Kunta, Swimming Pools e Bitch Don’t Kill My Vibe. Con un kimono bianco che lo veste dalle spalle ai piedi, il rapper di Compton volteggia da una parte all’altra del palco e, mentre la scenografia muta e i visual si susseguono, lui riappare in mezzo al pubblico per un’intima esecuzione di LUST e Money Trees. Un’enorme bandiera americana preannuncia l’inizio di XXX, e subito dopo risuona la voce di Zacari per LOVE, cantata a squarciagola da tutta l’arena. Con i cinque minuti di standing ovation dello Ziggo Dome dopo Alright sembra di aver toccato l’apice del concerto, ma il meglio deve ancora arrivare: è la volta di HUMBLE..

Non una, non due, ma sette volte di fila. Un fuori programma che è il coronamento di uno show che, per chi non avesse mai avuto la fortuna di godere di questo artista live, è lo statement di una verità assoluta e inconfutabile: Kendrick Lamar è al di sopra di qualsiasi paragone. Come Muhammad Alì, Michael Jordan e Martin Luther King prima di lui, è capace di rompere qualsiasi schema o convenzione, ergendosi a portavoce di un pensiero, di un movimento. Una sensazione che prende forma quando saluta il pubblico con GOD. “One more song, Amsterdam. My favorite one. And thank you for this night”. Firmato Kung Fu Kenny.

Matteo Squillace