In un futuro distopico (ma in fondo neanche troppo) l’umanità ha lasciato la Terra a causa dei cambiamenti climatici e vive in uno stato di finto benessere all’interno di un’astronave nello spazio, in una condizione di semi coscienza. Proprio quando sembra ormai condannata a un destino senza vie di fuga, la razza umana riesce a tornare in sé e riprendere in mano le sorti del proprio pianeta grazie a una coppia di robot ribelli.

Loro sono Wall E, l’ultimo robot rimasto sul pianeta con la missione di ripulirlo dai cumuli di spazzatura, ed Eve, un robot-sonda alla ricerca di forme di vita sulla Terra. Divisa tra la Terra (o meglio, ciò che ne rimane) e l’astronave in cui risiedono da ormai 700 anni uomini e donne ingrassati e incapaci di muoversi autonomamente, il film asseconda ed enfatizza questa duplice trama con la colonna sonora, composta da Thomas Newman.

La musica gioca sul piano narrativo un ruolo fondamentale, complice la mancanza quasi totale di dialoghi e la passione di Wall E per i musical, un buffo robot che passa le sue serate solitarie a guardare una vecchia videocassetta di Hello Dolly(di cui sentiamo alcuni brani, tra cui La via En Roseinterpretata da Louis Armstrong). La dolcezza dello sguardo sognante del robot, contrapposta al suo incedere macchinoso e al suo aspetto goffo, crea un effetto tenero e straniante.

Elemento portante del film, la colonna sonora non manca di momenti più convenzionali, in cui ha la funzione di sottolineare sequenze particolari o scene d’azione, passando da temi giocosi a tracce più cupe, che riflettono sul futuro ipertecnologico in cui versa la razza umana. Il film si chiude con Down to Heartdi Thomas Newman, interpretata da Peter Gabriel, che accompagna la sequenza finale di rinascita della razza umana e accende la speranza per un futuro migliore.

Marco Bianchessi