Se mi lasci ti cancello – impossibile non imprecare pensando a questa traduzione senza senso – è un film dal tasso emotivo molto alto, che riflette su temi al centro della vita di ogni persona: l’amore, l’abbandono, i ricordi. Ben prima che Jim Carrey perdesse il senso della realtà (vedasi Jim & Andy – The Great Beyond), l’attore diede forma insieme a Kate Winslet a una coppia iconica, rimasta tale anche a quattordici anni di distanza. Famosissime sono le inquadrature di loro due sdraiati sul ghiaccio a guardare il cielo, oppure le sequenze in cui dialogano a letto sulla spiaggia.

La colonna sonora fu affidata a Jon Brion, celebre per le collaborazioni con Paul Thomas Anderson, insieme al quale vinse un Grammy nel 1999 per Magnolia. Il ruolo della soundtrack è sottile ma decisivo, preciso e oculato, al fine di accentuare la presa emotiva del film sugli spettatori. I temi delle musiche seguono lo sviluppo della storia, la arricchiscono di sfumature e ne accentuano i dettagli, accompagnando l’arco narrativo schizofrenico che si plasma sulle vicende agrodolci di Joel e Clementine, filtrate dalla mente delirante di lui.

Il motivo di apertura è un suonato in cui il piano la fa da padrone, e segue i pensieri sconnessi di un Joel confuso. Con lo scorrere dei minuti la musica tratteggia momenti più calmi e soffusi, come la traccia Phone Call, ma anche struggenti e tristi, come la cover di Beck di Everybody’s Gotta Learn Sometimes, che suona nell’autoradio di Joel sotto la pioggia e come un leitmotiv ritorna ciclicamente nel corso del film: passando da una funzione di rottura a una di conciliazione, la canzone viene ripresa nel finale per segnare un nuovo inizio.

Gli alti e i bassi della tormentata storia d’amore dei protagonisti proseguono, fino a raggiungere i momenti emotivamente più alti con la tracce Bookstore e Peer Pressure, che segnano la presa di coscienza della definitiva scomparsa dei ricordi di Joel. Prima della definitiva chiusura e dei titoli di coda sulle note di Beck, c’è ancora spazio per il tema d’apertura che, di nuovo in modo ciclico, chiude il cerchio e ridà linfa vitale alla loro storia.

Marco Bianchessi

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