La pellicola di Roger Michell, girata nel 1999, deve parte del suo fascino all’omonimo quartiere londinese in cui è ambientata e, soprattutto, alla sua colonna sonora, premiata nel 2000 ai Brit Awards. Costituita principalmente dai semplici componimenti di Trevor Jones fatti di poche note di pianoforte o chitarra (qualche volta seguite da complessi orchestrali), la soundtrack contiene anche numerose cover di brani celebri, determinanti per il successo del film.

Notting Hill si apre con She, composta da Charles Aznavour e qui cantata da Elvis Costello, che con il calore della sua voce vibrante invade il radioso sorriso di Anna Scott (l’irraggiungibile star di Hollywood, interpretata da Julia Roberts) sotto le luci della stampa.

Tra le tante, meritano di essere citate I Do (Cherish You) di Mark Wills reinterpretata dai 98 Degrees, How Can You Mend A Broken Heart dei Bee Gees rifatta da Al Green e Gimme Some Lovin’ degli Spencer Davis Group. Il regista associa sapientemente quest’ultimo brano all’esilarante e buffa corsa in macchina di William Thacker – un impacciato ma affascinante libraio, nonché uno dei tanti ammiratori di Anna – insieme ai suoi più cari amici verso la sala conferenze dell’hotel in cui Anna Scott avrebbe passato le sue ultime ore a Londra.
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Le sequenze rimaste eternamente impresse nella memoria degli spettatori sono quelle accompagnate da Aint’t No Sunshine di Bill Withers e When You Say Nothing At All, scritta da Ronan Keating appositamente per la pellicola.

Nella prima, Hugh Grant sfila lungo il caotico mercato di Notting Hill, il suo “angolo di Londra preferito”. Mentre Bill Withers canta “ain’t no sunshine when she’s gone, it’s not warm when she’s away; ain’t no sunshine when she’s gone and she’s always gone too long, anytime she goes away” e mentre Grant cammina, mantenendo lo stesso passo e indossando sempre gli stessi abiti, tutto ciò che lo circonda cambia col passare delle stagioni. Nel brano, i pochi accordi di chitarra, la voce di Withers e il dolce suono dei violini sono talmente spontanei da risultare quasi sporchi e imperfetti, rimanendo comunque dotati di un’indiscutibile classe. E proprio questa “eleganza naturale” è in linea con lo stile casual della città, coerenza che amplifica la bellezza di questa scena. 

When You Say Nothing At All fa il suo ben noto ingresso nella sequenza più sentimentale dell’intero film: i protagonisti si intrufolano di nascosto in un giardino privato, e inizia magicamente la loro intricata storia d’amore. Notting Hill narra, infatti, l’avverarsi del sogno, “surreale, ma bello” – per dirlo con le parole di Grant nei panni di William –, di sposare una diva hollywoodiana.

Grazie all’abilità di Michell, la trama si avviluppa alla dirompente forza espressiva della musica, che trova terreno fertile nell’intrigante e variopinto clima londinese. Ed è proprio da questa combinazione che il film trae il suo principale punto di forza, non soltanto, come si è soliti pensare, dal suo intenso romanticismo – stomachevole per i più cinici.

Federica Romanò

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