Pochi horror hanno segnato gli ultimi anni come It Follows, pellicola giunta in Italia con colpevole ritardo ma che ha riscosso in tutto il mondo un discreto successo di pubblico e critica (83/100 su Metacritic è un punteggio quasi inarrivabile per un horror indipendente e low budget). Tra i principali punti di forza del film è d’obbligo menzionare l’inquietante colonna sonora di stampo elettronico/industrial curata dall’artista Disasterpeace, nome d’arte di Richard Vreeland, già noto per aver curato la soundtrack di alcuni videogiochi (come Fez del 2012, platform indipendente popolare negli ambienti underground). Il suo lavoro per It Follows gli è valso alcuni premi, tra cui Best Score ai Fright Meter Awards del 2015, un prestigioso riconoscimento in campo horror-thriller.

Il concetto alla base delle diciotto composizioni segue il tema principale della trama, ben espresso dal titolo stesso del film, sintetico quanto efficace: lui ti segue, il mostro senza volto protagonista di questo incubo è alle calcagna della giovane protagonista e delle sue altre prede, e gli non lascia tempo per respirare. La colonna sonora è proprio come questa creatura informe: pedina lo spettatore ed entra nelle sue orecchie, a volte come una carezza onirica che tuttavia inquieta (vedasi l’intro sospesa e sognante della traccia Jay, che rispecchia l’aspetto dolce e il carattere fin troppo mite della protagonista), altre volte come roboante frastuono puramente ansiogeno.

La parte centrale della traccia Heels sorprende con un suono penetrante e robusto, ripetuto allo stremo come un segnale d’allarme che avvisa del pericolo imminente, salvo poi svanire in un minimale tappeto sonoro di outro. Da citare anche la traccia Lakeward, che accompagna la nota scena del lago in cui i ragazzi incontrano la “creatura” che li perseguita e la affrontano: la traccia di piano semplice e costantemente replicata per tutto il brano è accompagnata da inserti elettronici e quasi dark che la trasformano una melodia delicata e piacevole in oscura e adrenalinica. D’altronde si sposa bene con l’atmosfera rilassata e quieta che dovrebbe accompagnare la permanenza al lago, interrotta dall’ennesima apparizione del nemico che arriva ovunque.

Una caratteristica comune a ogni traccia è proprio l’alternanza non banale di lunghi silenzi o leggeri fruscii sonori di sottofondo e parti estremamente sostenute, quasi fastidiose all’orecchio, con sezioni distorte e ipnotiche. Marchio di fabbrica del compositore, questa tecnica è un ottimo espediente per accompagnare le scene più concitate, nelle quali si alternano parti che fanno battere veloce il cuore dello spettatore, quando il “mostro” insegue le vittime, e momenti di presunta e instabile calma, durante i quali il regista indugia sul volto di Jay girandole attorno con movimenti circolari, quasi a 360 gradi, a rappresentare quella paura che prende forma dal torpore. Parte della critica ha voluto sottolineare alcune somiglianze tra le sonorità di Disasterpeace e le celeberrime composizioni di Carpenter per il cult Halloween, ma gli inserti elettronici e di sintetizzatore di It Follows, con il loro taglio modernissimo, sono una novità assoluta, anche nel modo in cui si integrano alla trama del film.    

Federico Squillacioti 

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