Voto

5.5

Tragicommedia dalle battute a volte un po’ scontate, Last Christmas narra la vicenda di due fratelli, Antonio e Francesco Mular (Andrea Bruschi e Gabriele Farci), ambientata nel piccolo paese sardo di Serramanna (luogo d’origine del regista). Antonio vive a Genova, mentre Francesco è rimasto a Serramanna e nutre forti risentimenti nei confronti del fratello per essersene andato. Quando, a causa di un brutto imprevisto familiare, Antonio è costretto a ritornare nel paesino, si innesca una dinamica tra i due fratelli che getta un’ombra sul loro passato. Il pubblico in sala può allora ricostruire i trascorsi dei due attraverso alcuni indizi che gli vengono suggeriti in rapidi flashback e scambi di battute appena accennati.

Nonostante alla fine del film sia facile unire i tasselli del puzzle per comprendere le origini della frattura familiare, manca completamente un’analisi dell’interiorità dei personaggi, che cede il passo a continui sketch ed episodi al limite – se non addirittura oltre – del credibile. Si segue la vicenda con un sorriso e in fondo ci si affeziona ai membri della famiglia Mular, degli outsider che suscitano tenerezza, ma non viene mai a instaurarsi un coinvolgimento empatico tra personaggi e spettatore, inibito dal limitato tempo che ha a disposizione per conoscerli a fondo.

Last Christmas è girato in un bianco e nero in cui prevale l’oscurità, a differenza della tenue scala di grigi tipica del cinema comico anni ’20-‘30. La camera si concede dettagli e primissimi piani per enfatizzare scene di vita quotidiana, conferendo un senso di tensione e di pathos a situazioni apparentemente insignificanti. Attraverso queste soluzioni stilistiche Christiano Pahler esalta la drammaticità della vicenda e invita lo spettatore a cogliere l’implicita denuncia sociale che il regista preferisce lasciare sullo sfondo, risultando però superficiale e a tratti pretenzioso.

Giulia Crippa