Voto

8
 

Lizzy Grant è tornata più enigmatica che mai.
Honeymoon è cinematografico (Music To Watch Boys To), sofisticato e pop al punto giusto (High By the Beach e Freak), a metà strada tra il sound più maturo di Ultraviolence – prodotto da Dan Auerbach – e l’esordio Born To Die.

Tra citazionismo (Terrence Loves You) e malinconia c’è spazio anche per una cover di Don’t Let Me Be Misunderstood di Nina Simone, riuscita e forse un po’ provocatoria verso chi la reputa una sbiadita copia delle icone americane anni ’50.

Un terzo album solido, in cui Lana sfila con la solita eleganza che la contraddistingue; ormai marchio di fabbrica.

Christopher Lobraico