Voto

4

Ispirato a fatti realmente accaduti in Francia tra il 2008 e il 2009, La truffa del secolo è un titolo fin troppo altisonante, considerati i capitoli della pellicola del regista Olivier Marchal. Carbone, il titolo originale in francese, accenna invece alla trama, costruita intorno a un imprenditore in fallimento che si inventa un modo di ingannare il fisco attraverso un’operazione illegale di acquisto e vendita fittizi di quote di Co2.

La sceneggiatura assegna a Benoît Magimel (Antoine Roca) il compito di traghettare tutti i personaggi verso il porto sicuro della buona recitazione, riuscendoci parzialmente e soltanto nel proprio caso. Il protagonista, infatti, ben inseguito da una regia attenta a non mostrarlo mai in primo piano e sempre a debita distanza, è bel lontano dalle simpatie dello spettatore. Accompagnato da loschi personaggi che dividono con lui quote e società, Antoine è presto risucchiato in un vortice senza fine che irrimediabilmente lo conduce a un finale già visto.

Nessuno stupore dunque accompagna il format, che segretamente ambisce a proporsi come american movie, mentre risulta una pellicola d’azione cupa e neppure così seducente. A interpretare uno degli antagonisti della fiaba contemporanea Gerard Depardieu, che, tirato fuori dal cappello del prestigiatore, non impreziosisce la narrazione e anzi ne mette goffamente in risalto la debolezza. Nonostante l’abile montaggio e la fotografia che fascinosa ritrae sullo sfondo l’inverno parigino, la pellicola non convince.

Agnese Lovecchio