Voto

7

“Alcune storie sono troppo vere per essere raccontate”. Gary Webb, evidentemente, non la pensava in questo modo. La regola del gioco rievoca lo scandalo sul coinvolgimento del governo americano nel traffico di cocaina proveniente dal Nicaragua; grazie all’intervento della CIA i profitti furono utilizzati per l’armamento del gruppo controrivoluzionario nicaraguense dei Contras. Questa è l’inedita storia che capita tra le mani di Gary Webb, reporter del “San José Mercury News”, una bomba che fa esplodere e lascia bruciature ovunque: su un Nicaragua ferito e offeso da losche manovre, su un governo americano la cui credibilità è stata messa ancora una volta in dubbio e sui media, battuti sul tempo da un giornale di second’ordine proprio riguardo a una delle indagini più scottanti del secolo.

Il giornalista – interpretato da un brillante Jeremy Renner, attore e al contempo produttore – vede in questo scoop non tanto una possibilità di successo e di riconoscimento professionale, quanto la necessità di denuncia nei confronti di una realtà che deve venire a galla a tutti i costi.
Il regista Michael Cuesta decide di seguire ininterrottamente il protagonista; la prospettiva privilegiata di Gary induce lo spettatore a immedesimarsi in lui, arrivando perfino a dubitare della sua credibilità, di un uomo spaesato e confuso, fagocitato dalla controffensiva di un governo intimorito dalle conseguenze della Verità.

Il risultato è una pellicola densa e incalzante, essenziale. Cuesta non calca la mano sul dramma, né sul colpo di scena o sul coinvolgimento emotivo, e la scelta risulta più che mai riuscita: ciò che conta è raccontare una storia senza giri di parole, come solo il vero giornalismo può fare, come il premio Pulitzer Gary Webb ha saputo fare.

Anna Magistrelli