Il 2015 è iniziato. Un anno violento, intenso e soprattutto imprevedibile fin dai suoi primi giorni di vita. Una cosa però tutti ce l’aspettavamo: il 2015 sarebbe stato l’anno della Memoria della Grande Guerra.
Proliferano iniziative a riguardo, e nel nostro piccolo ci interessiamo a una in particolare: Era una notte. La manifestazione – organizzata dall’Assessorato alla Cultura di Lissone e patrocinato dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Monza e Brianza – prevede svariate iniziative culturali volte a sostenere l’importanza della Memoria: mostre come quella che verrà allestita in collaborazione col CAI e con il Gruppo Alpini esponendo materiale proveniente dal Museo della Guerra Bianca di Temù, o come quella costituita da oggetti, memorie, immagini e reperti appartenuti ai lissonesi che hanno vissuto quei turbolenti anni e che si terrà alla conclusione della manifestazione; e poi concerti, spettacoli teatrali, testimonianze locali, conferenze, reportage documentari, letture, presentazioni di libri, laboratori e molto altro ancora.

Rientra in queste iniziative anche la Rassegna Cinematografica La Grande Guerra che si terrà presso il Cineforum del Cineteatro Excelsior ogni martedì sera dal 13 gennaio al 3 febbraio con la proiezione di grandi capolavori che hanno raccontato, da punti di vista differenti, il primo grande conflitto mondiale: Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick (1957), Uomini contro di Francesco Rosi (1970), La Grande Guerra di Mario Monicelli (1959), Joyeux Noël – Una verità dimenticata dalla storia di Christian Carion (2006).
Una grande occasione per gli appassionati di storia, ma anche e soprattutto per gli amanti del cinema: vedere sul grande (ma non grandissimo) schermo di Palazzo Terragni film di tale calibro – anche se purtroppo in digitale e non in pellicola – è un’opportunità da non perdere. Mi riferisco soprattutto a Orizzonti di gloria – adattamento del romanzo Paths of glory di Humphrey Cobb (1935) – l’antimilitarista lungometraggio firmato Kubrick in cui viene delineato in modo incredibilmente lungimirante per l’epoca un cinico e agghiacciante ritratto della guerra, nelle sue ipocrisie ed esaltazioni egoistiche.
Consiglio spassionato: non perdetevi neanche una proiezione! Di certo noi non lo faremo, e se volete vi teniamo anche il posto sulla poltroncina accanto.

Benedetta Pini