Voto

7.5
 

Arriva finalmente nella sale il film d’esordio del giovane fotografo e regista israeliano Gilad Baram, Koudelka fotografa la Terra Santa: un suggestivo documentario che indaga la realtà attraverso gli occhi (e la fotografia) di Josef Koudelka, fotografo ceco divenuto famoso con la testimonianza fotografica della Primavera di Praga del 1968. Dal 2008 al 2012 Koudelka ha intrapreso diversi viaggi per documentare la costruzione del muro tra Israele e Palestina. Gilad Baram, allora giovane studente di fotografia, lo ha accompagnato nel ruolo di assistente, ma ben presto Koudelka si è reso conto che non aveva bisogno di alcun aiuto tecnico per il suo reportage (tutt’al più gli serviva un interprete). Da quel momento Baram ha iniziato a scattare foto e girare video del maestro all’opera, trasformando poi questo materiale in un vero e proprio film.

Girato senza fronzoli e con una linea sobria ed efficace, il docufilm è interamente incentrato sul lavoro di Koudelka, ripreso il più delle volte attraverso campi medi che permettono di inserire il fotografo all’interno di un territorio affascinante e terribile al tempo stesso. A ottenere un particolare risalto è la fotografia del film, sapientemente curata dal regista, che regala scorci spettacolari sul paesaggio.

Baram segue Koudelka, e così il pubblico in sala: la pellicola mostra come il fotografo acquisisce consapevolezza degli spazi e del paesaggio israeliano-palestinese, come realizza lo scatto (scelta delle angolazioni, attesa delle condizioni meteorologiche adatte, ecc.) e infine come interpreta il suo stesso lavoro e la situazione che ha deciso di immortalare. L’intrecciarsi del discorso sul muro con i momenti passati in Cecoslovacchia, la terra natia di Koudelka, concede inoltre spazio a una riflessione interiore profonda, inusuale per un documentario così tecnico.

Per un’ora e un quarto viene concesso agli spettatori di porsi nell’ottica privilegiata di Baram, di conoscere la personalità spiritosa e irriverente del suo maestro, di vedere con i suo occhi la meraviglia della Terra Santa e al tempo stesso di cogliere il modo in cui la fotografia di Koudelka la immortala con la sua personalissima essenzialità.

Giulia Crippa