Voto

7

Se vi esalta l’idea di vedere Julianne Moore nei panni di una villain psicotica che vive in una cittadina anni ‘50 (con tanto di negozio di donut e diner restaurant) costruita tra le rovine di un’antica città (Maya?) in mezzo alla foresta pluviale, Colin Firth vittima di allucinazioni che vede farfalle dappertutto ed Elton John (sì, Elton John) vestito di piume e di zeppe argentate sferrare calci volanti, Kingsman – Il cerchio d’oro è il film che fa per voi.

Ritornano elementi canonici della spy-story, come gli improbabili gadget in stile James Bond quali orologi lancia-dardi, ombrelli mitragliatori, lazlo elettrificati e granate-dopobarba che esplodono rilasciando una vischiosa schiuma blu in grado di paralizzare schiere di soldati armati fino ai denti. Altro aspetto di continuità rispetto al primo film è inoltre l’utilizzo ironico della colonna sonora, che accosta combattimenti frenetici e talvolta splatter – coreografati egregiamente da Gullermo Grispo, già al lavoro in film come Wonderwoman, 300, Kick-Ass e BatmanVsSuperman – a gioiosi ritmi country-dance.

Kingsman – Il cerchio d’oro si rivela un film ironico, a tratti surreale, che grazie a un immaginario in stile postmoderno e ritmi a 180 bpm rinfresca, come un ice buket sparato da un cannone, il genere dello spionaggio.

Federica Romanò

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