Voto

9

To Pimp A Butterfly prende di peso il rapper di Compton e senza troppi indugi lo getta sul trono della scena black musicale.

Kendrick non intende coccolare né divertire: Kendrick vuole svegliare, porre delle domande a se stesso e agli altri per trovare delle risposte: tra immancabili urli di appartenenza alla razza e una spessa ironia. Un disco importante, in termini musicali ma anche culturali, intriso di denunce e indignazioni figlie legittime di ferite ancora aperte e doloranti.

I brani sono sbalorditivi nella loro struttura: sorretti da un dinamismo prepotente, carichi di concretezza e arrangiati con uno stile deciso, ricco e colto. La resa melodica è sanguigna, come sanguigne sono le sue parole. Il rapper si è appropriato dei clichè hip hop per allontanarsene, toccando contemporaneamente suoni old school, eleganti e malinconici sax e dosi massicce di funk e di soul

Lamar approda così a qualcosa di più audace di un semplice disco hip hop: un album profondamente introspettivo che si rivolge con forza verso l’esterno.

Valeria Bruzzi