Voto

9

“Ci troviamo in un periodo storico in cui escludiamo un componente primario da questa cosa che chiamiamo vita: Dio. Nessuno ne parla perché è quasi agli antipodi da ciò che sta succedendo nel mondo quando si parla di politica, di governo, del sistema”. Con questa premessa Kendrick Lamar aveva parlato al “The New York Times” di DAMN., il suo nuovo album che riesce a brillare di luce propria – fattore non scontato dopo l’esordio scoppiettante di Section.80 e due capolavori come Good Kid, M.A.A.D. City e To Pimp A Butterfly.

Le influenze funk e jazz più recenti lasciano spazio a un sound tanto contemporaneo quanto tradizionale, ma comunque contaminato dai richiami a Marvin Gaye, a Sly Stone e a buona parte della black music anni ’70. Il cuore pulsante di DAMN. è proprio Kendrick stesso. Sono tutte le sfumature della sua personalità che fanno da leitmotiv: dallo staccato di pianoforte bisbetico di HUMBLE. alle inquietanti linee di basso di YAH.; dal soul psichedelico alla Outkast di PRIDE. LOYALTY. (featuring Rihanna) e XXX in collaborazione con gli U2, in cui si toccano le vette più alte dell’album grazie alla meravigliosa atmosfera trip hop del brano.

DAMN. non avrà lo stesso impatto sociale di To Pimp A Buttefly, ma non è un elemento tanto importante quanto la certezza che, album dopo album, Kendrick Lamar sia oggi il miglior rapper in circolazione.

Christopher Lobraico