Voto

9

Rischiava di diventare una barzelletta per i continui ripensamenti, cambi di titolo e qualche tweet delirante di troppo, ma fortunatamente non è andata così.

Ultralight Beam, puro gospel tra sacro e profano con tanto di coro e organo, apre l’album con un’intensità emotiva invidiabile; mentre Famous, che vede Rihanna alle prese con l’intro e l’hook della canzone, agisce da filo conduttore e diventa uno dei brani più incisivi. Il sound gotico (marchio di fabbrica di The Weeknd) di FML, il minimalismo di Real Friends e la concezione onirica nonché mesmerizzante di Wolves rendono l’introspezione uno scudo impenetrabile. No More Parties in LA, featuring Kendrick Lamar, è invece il pezzo più tradizionalmente hip hop del disco.

Rischio scampato: The Life Of Pablo è come una serie di Post-it nonsense sparpagliati in ordine casuale. Provate a dare un senso a questa frammentazione stilistica, ma senza la presunzione di mettere in ordine nulla; quella lasciatela a Yeezy.

Christopher Lobraico