Voto

7
 

Dopo due lavori da solista – Southeastern del 2013 e Something More Than Free del 2015 – Jason Isbell torna sulla scena con la 400 Unit proponendo il suo quinto record in studio: The Nashville Sound, pubblicato lo scorso 16 giugno ma anticipato un paio di mesi fa dal primo singolo Hope the High Road, mette in mostra tutte le indiscutibili qualità di Isbell come cantante e come songwriter.

Per quanto il southern-rock rimanga, anche in tempi moderni, un genere circoscritto all’esperienza statunitense radicata nel clima arido e afoso degli Stati meridionali, il suono genuino della chitarra acustica di Isbell si intreccia e si alterna, nel corso del disco, con gli strumenti più elettrici della band. Ne risulta un sound eclettico, ricco di effetti piacevoli all’ascolto e mai invasivi, dominati dalla potenza della voce del cantante dell’Alabama. Dalle sonorità roots-rock di Last of My Kind e dagli slide di Tupelo, passando per il riverbero di White Man’s World, l’album si sviluppa tra accordi acustici, accompagnamenti di chitarra elettrica e il caldo timbro di Isbell, concludendosi con il violino country di Something To Love.

Ribadendo il contesto in cui Isbell si inserisce, quello di un genere amato proprio perché in un certo senso ripiegato e incagliato in se stesso, va riconosciuto il talento di un songwriter che interpreta la tradizione del southern-rock americano con tutta la passione della heartland music a stelle e strisce.

Riccardo Colombo