Voto

7

Il quinto disco di J. Cole è stato annunciato a sorpresa a pochi giorni dall’uscita, caduta proprio il 20 aprile (4:20, 4/20), una data che indica la giornata internazionale della cannabis.

Ma data, copertina (che merita grandi complimenti) e titolo (Kids On Drugs, King OverDosed o ancora Kill Our Demons) sono solo il pretesto per trattare il tema dell’uso e abuso di sostanze stupefacenti; un tema importante e che ricorre più volte nella scaletta del disco, portando a riflettere sul passato non facile di J. Cole e, più in generale, sulla vita di molti giovani che condividono la stessa sorte.

Come da tradizione, per la terza volta consecutiva J. Cole non invita nessun ospite nel disco. L’unico featuring presente è quello di kiLL Edward, l’alter ego pitchato di J. Cole. La ragione è che, come recitava un meme di qualche anno fa, “J. Cole went platinum with no features”.

Un flow inarrestabile e impeccabile che non si limita, come nel caso di molti suoi colleghi, a raccontare di soldi, donne e macchinoni, ma scava nella coscienza dell’artista per parlare di un amore profondo, ben lontano dalle cotte effimere su Facebook (Photograph), e per riflettere su come gestire il successo, che all’artista ha portato i soldi (ATM) ma anche il deterioramento di molti rapporti (The Cut Off).

Anna Laura Tiberini