Voto

5

Il proposito di rendere normale una storia omosessuale, unico individuabile elemento di “rivalsa” della pellicola, scappa di mano alla regista Maria Sole Tognazzi, che mitiga i toni fino a spegnerli del tutto.

Io e lei è un film aggraziato e delicato; vuole rappresentare una semplice quotidianità, ma alla fine si riduce solamente a questo: nessun approfondimento, nessuno spessore, un’estenuante mancanza di pathos. Lo sguardo della Tognazzi è ristrettissimo, racconta esclusivamente la borghesissima vita di coppia di due donne mature senza alcun contorno né contesto. Ci credo che a un certo punto Federica si stufi: sembra vivere con Marina in un mondo parallelo, dal quale uscire solamente per minimi contatti col mondo esterno (parenti o amici che siano) – realtà altrettanto debolmente costruita.

È anche un film a tratti brillante e divertente, retto da una coppia improbabile, ma che funziona. La Ferilli trucidona è perfettamente calata nella sua parte e sorprende nella fisicità e nei toni – nonostante perda tutto appena la macchina da presa si avvicina al volto, reso inespressivo dalla chirurgia estetica –, affiancata da una Buy più luminosa del solito, con le sue caratteristiche nevrosi e insicurezze.

Se il messaggio è che le coppie omosessuali devono essere considerati alla pari di quelle eterosessuali, perché una storia banalissima diventa – o meglio, dovrebbe diventare – interessante solo nel momento in cui coinvolge due persone dello stesso sesso?

Benedetta Pini