1. Awkward

Avete presente la sensazione che si prova quando qualcuno dice una battuta che non fa minimamente ridere e cala il gelo? E non perché sia troppo sottile e, quindi, difficile da cogliere. E neanche perché venga ritenuta fastidiosa in quanto offensiva o politicamente scorretta. Proprio no. Non fa ridere semplicemente perché è posticcia, banale e di una demenzialità scadente. Ecco, è questa la sensazione che si prova a ogni singola battuta dei personaggi di Insatiable, avviluppati in un turbinio di penosi sketch da teen movie che facevano ridere solo nei primi Duemila perché erano qualcosa di nuovo. Ora siamo decisamente fuori tempo massimo e la società – grazie a Dio – ha bisogno di spunti di riflessione ben più intelligenti. Non è perbenismo, è un senso di noia e imbarazzo che difficilmente vi invoglierà ad andare oltre il pilot.

2. Satira wanna be

“There is no SUBJECT that you can’t joke about. It depends ENTIRELY on what the actual joke is.” scriveva su Twitter Ricky Gervais, uno degli stand up comedian migliori in circolazione. Insatiable scherza su tutto, bodyshaming, sessualità, bullismo, molestie sessuali, vendetta, amore, omosessualità, rapporti familiari, arrivismo, mercificazione del corpo, fede religiosa, ma non ha gli strumenti per farlo bene, e i tentativi di raggiungere la satira grottesca falliscono miseramente ogni volta. Le battute sono talmente scadenti e stracolme di cliché che non si capisce mai quale sia il loro vero soggetto: si scherza sulle vittime di bodyshaming che da ciccione si trasformano in stronze vendicatrici – per caso, quindi senza neanche una reale presa di coscienza – o su chi è davvero convinto che essere magri sia fondamentale per avere una vita di successo? E via così per ogni tematica affrontata. Anche questioni delicate come le accuse di molestie e i coming out vengono affrontati con una leggerezza malsana, come se si trattasse di qualcosa che si può tranquillamente risolvere con una battuta demenziale, senza soffermarvisi più di tanto – o per nulla.

3. Bella stronza

Si è scritto molto su questa serie, sottolineando l’importanza di guardarla tutta prima di esprimere un giudizio. Certo, le premesse del pilot man mano superano l’iniziale “se perdi peso diventi figa e puoi avere una vita migliore”, approdando alla conclusione che cambiare il proprio aspetto non basta a far scomparire tutti i problemi e le insicurezze di ogni adolescente. Così, piano piano emergono le falle di tutti quei personaggi che all’inizio sembravano avere una vita perfetta. Niente di nuovo, ma neanche di negativo. Il problema di Insatiable, oltre alla scarsa originalità della sceneggiatura, è che la bellezza della protagonista Patty (Debby Ryan), la sua popolarità e la sua capacità di sedurre gli uomini crescono di pari passo a un senso di crudeltà, cinismo, egoismo e sete di vendetta. Per farla breve, Patty passa da essere cicciona ma buona a essere bella ma stronza. E anche se, con un grande sforzo interpretativo, leggessimo lo sviluppo narrativo della serie come una denuncia sociale, come una critica a un mondo demenziale governato dalle apparenze, dall’ossessione per il bello, per il corpo e il suo consumo, c’è comunque qualcosa che non torna.

4. Il troppo stroppia

Lo sforzo di uscire dai cliché attraverso l’esagerazione degli stessi può funzionare, ma non è il caso di Insatiable, che sfocia immancabilmente nel parossismo più becero. L’assurdità delle situazioni diventa insostenibile di puntata in puntata. Ogni personaggio è pronto a compiere qualsiasi cosa – davvero qualsiasi, dall’omicidio alla magia nera – e a calpestare chiunque, amici e familiari che siano, per raggiungere un solo obiettivo: l’affermazione sociale a discapito degli altri. La cittadina di Insatiable sembra una gabbia di matti, di schizzati totali che per appagare il proprio ego compiono gesti insensati. Una serie completamente nonsense che manca di ironia, ma anche di un contrappunto concreto, di un’alternativa comportamentale verosimile che, per contrasto, renda efficace la critica sociale a cui ambisce la serie. Insatiable, invece, è solo una carrellata di assurdità che ridicolizzano ogni elemento della serie e inibiscono ogni riflessione mirando dritto all’assioma finale: un bell’aspetto può diventare un alibi di ferro in ogni circostanza ostile.

5. Non fa per noi

Forse il problema di Insatiable è il target, o meglio, siamo noi a essere troppo lontani dallo spettatore a cui si rivolge la serie. E con “noi” intendiamo ragazzi studenti o (quasi) lavoratori che l’adolescenza l’hanno superata da un bel po’ e affrontano quelle stesse problematiche in modo diverso, più riflessivo e meno dirompente. Forse. Perché, anche calandoci nei vecchi panni delle versioni adolescenziali di noi stessi, è davvero difficile immedesimarsi nei personaggi di Insatiable, ovvero una carrellata di macchiette stereotipate: l’asiatica ossessionata dalla competizione, la bionda stupida e meschina, l’ex cicciona bullizzata ora assetata di vendetta, la ragazza lesbica innamorata della sua migliore amica, la famiglia interraziale perfetta, la donna di umili origini che finalmente ha la vita dei suoi sogni ma solo perché ha sposato l’uomo “giusto”, [SPOILER] l’uomo a cui piacciono trucchi e borse che ovviamente non può essere etero.

Benedetta Pini