“Perché?”. “Per chi?”. Ma, prima di tutto, “su che cosa?”.
Non possiamo svuotare il caricatore, colpo dopo colpo, senza prima presentarci, scusarci, confortarci e giustificarci con una rapida introduzione, una mini inchiesta su noi stessi.
“SU CHE COSA?” è presto detto: 1977 si tuffa, senza salvagente, nei mari della Musica e del Cinema.
Tutta questa sfilata di maiuscole – inevitabile se si parla di temi troppo grandi per chiunque – fa sorgere spontaneo il primo dei “perché?”: “PERCHÉ NOI?”.
Chi siamo noi per aprir bocca? Siamo voci perse nella bufera delle suggestioni, delle influenze, trascinate dalla valanga degli ascolti, delle visioni e delle letture. Invece di farci schiacciare della valanga, tentiamo di sottrarle qualche frammento man mano che continua a rotolare. Quel che riusciamo ad acchiappare, lo guardiamo fissamente, con amorevole insistenza; lo interroghiamo tentando di farlo “cantare”.
Non siamo specialisti, e le lenti attraverso cui guardiamo questi frammenti sono le più svariate: possiamo dipingere musica scegliendo uno scorcio extramusicale, e ritrarre film partendo da punti di vista extra-cinematografici. Il che è già più fattibile di occuparsi di fotografia con modalità non fotografiche, o di attualità con un occhio atemporale/paranormale. Se lo facessimo, daremmo alla rivista un’aura più manicomiale di quanto preventivato… Ciononostante tenteremo di piazzare qualcosa di “extra” anche in quei campi.
Ed è qui che entra in gioco il “PER CHI?”: 1977 nasce per chi sia in vena di accettare consigli amichevoli, o che piuttosto sia in cerca di interlocutori con cui incazzarsi.

La Redazione