Voto

6.5

Se è vero che dopo il successo globale di Night Visions (2012) gli Imagine Dragons hanno mancato l’appuntamento con la storia, non riuscendo a dare una continuità degna del loro record d’esordio, è altrettanto vero che Smoke + Mirrors (2015) ha scacciato la minaccia della “meteora” dalla band. Adesso il compito di Dan Reynolds e soci è ancor più difficile: confermare la loro identità di band e ricreare un successo pari ai tormentoni di Radioactive e Demons del lontano 2012.

Il nuovo album Evolve diventa così il simbolo di quello che la band è diventata: pop, molto orecchiabile e dai ritornelli “appiccicosi”. Il sound elettronico è a tratti prevedibile e dagli echi già sentiti, ma i cori profondi che invadono i ritornelli, le melodie acute di sottofondo e il ritmo martellante di tutto il disco rendono immediatamente riconoscibile l’impronta della band. A questa identità contribuiscono Walking the Wire, Yesterday, Mouth of the River, Thunder e tutti i singoli, ma anche la più ricercata Dancing in the Dark; brani che consacrano lo stile degli Imagine Dragons e scacciano l’incubo, comune a tutte le pop star in ascesa, di finire in un affollato dimenticatoio.

Evolve è la dimostrazione della forza della band, capace di andare oltre le malelingue e le critiche, di evolversi – appunto – con il tempo e di esorcizzare i fantasmi di un passato dalla pesante eredità.

Riccardo Colombo

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