Voto

7.5

Pranzo di famiglia in casa Anghelescu, il padre Victor (Adrien Titiani) e i figli Sasha (Alina Grigore), Romeo (Robi Urs), Cosma (Bogdan Albulescu) e Gilda (Cristina Olteanu) disquisiscono sulla sovranità del tempo quando una notizia si abbatte sulla tranquilla tavolata, creando scompiglio: il padre, medico durante il regime di Ceauşescu, si rifiutava di praticare l’aborto alle sue pazienti. La rabbia e l’indignazione dei figli si manifestano all’istante, mentre Victor non ha assolutamente intenzione di condannare le proprie azioni. Ha inizio così una serie di scontri accesi senza fine.

Ma le diverse prese di posizione vacillano quando è la ventiduenne Sasha a dover decidere se interrompere una gravidanza inaspettata. Tutti sono ben disposti a sostenere i propri ideali, ma altrettanto pronti a dimenticarli nel momento in cui un problema li tocca di persona. A complicare ulteriormente la situazione, l’antichissimo tabù dell’incesto, che si consuma all’interno di una relazione fatta tanto di amore puro e sincero quanto di confusione e pentimento. Altrettanto ambivalente l’atteggiamento dello spettatore nei confronti della vicenda, incapace di giudicare negativamente un rapporto di genuino affetto ma anche incapace di accettarlo senza remore.

Il giudizio viene sospeso anche da parte del regista, che si limita a seguire gli avvenimenti lasciando la parola ai protagonisti. Per rendere la storia ancora più spontanea Sitaru sceglie di girare in sole due settimane, con un budget estremamente limitato e senza una sceneggiatura: grazie a un lavoro accuratissimo sulla costruzione dei personaggi, un solo take per scena è sufficiente. Il regista si è limitato a dare a ogni attore un obiettivo da raggiungere con la propria interpretazione: come arrivarci è lasciato all’improvvisazione.

Con le sue dinamiche da dramma borghese, Illegittimo sembra quasi il documentario di uno spettacolo teatrale. Tutte le conversazioni avvengono in famiglia, seguite da vicino da una macchina da presa sempre a mano che si aggira inquieta per la casa, zoomando all’improvviso per cogliere le reazioni emotive su cui fa perno l’intero film.

Tuttavia il finale, raggiunto di fretta, smorza la tensione accumulata e non lascia del tutto convinti. Quanto durerà la pace ottenuta all’interno della famiglia? Cosa accadrà al momento del confronto con il mondo esterno con tutti i suoi tabù e convenzioni?

Clara Sutton