Voto

4.5

Non è mai semplice raccontare il rapporto tra genitori e figli, specialmente se si ha come padre un’icona del cinema italiano. Il Premio, terzo film per la regia di Alessandro Gassmann, prova a descrivere l’eredità di sangue con cui devono necessariamente confrontarsi tutti i figli, non solo quelli d’arte.

Tuttavia la pellicola tende, almeno formalmente, verso sfumature autobiografiche neanche troppo sottili che creano aspettative molto alte nello spettatore, reo di voler approfondire questo legame attraverso una commedia tutt’altro che banale. Il risultato, invece, è una serie di gag poco originali, cliché all’italiana e una scrittura scarna di significati. Il rammarico è dunque alto, soprattutto alla luce delle grandi potenzialità del soggetto e della bravura del cast. Matilda De Angelis conferma infatti la sua crescita dopo il successo di Veloce come il vento, Gigi Proietti riesce a dare spessore a un personaggio scritto in maniera superficiale e infine Anna Foglietta traina con dosi di eleganza e maestria il proprio soggetto, probabilmente il più originale del film.

Nota di merito anche per Gassmann nei panni attoriali, che sfrutta la propria bravura nell’autoironia e nella semplicità; mentre pecca con una regia da commedia stereotipata e poco autentica. Se il cinema italiano necessita di una nuova spinta, lavori del genere rallentano il rinnovamento, già in atto, di cui si ha bisogno.

Fabrizio La Sorsa