Voto

4.5
 

Il mio Godard, o meglio Le Reloutable, è la nuova opera di Michel Hazanaviciu ispirata all’autobiografia Un anno cruciale di Anna Wiazemsky (ex moglie di Jean-Luc Godard). Tuttavia il film non omaggia la carriera e la figura storica del regista francese, ma si concentra sulla sua sfera privata e personale, rendendolo una macchietta ossessionata dalla rivoluzione comunista.

Ne Il mio Godard l’autore francese non è altro che un egocentrico regista misogino ossessionato dalla figura di Mao, che annulla se stesso per il bene della collettività e della rivoluzione. Il film esplora gli anni legati al ‘68 sotto una luce a tratti parodistica, servendosi di una comicità spiazzante che a stento riesce a strappare al pubblico un sorriso. La divisione in capitoli e i cambi stilistici di regia, che avrebbero dovuto essere un omaggio al cinema di quel tempo, non fanno altro che rendere questa pellicola ancor più dispersiva, impedendo allo spettatore di cogliere il senso intero dell’opera.

Difficile cogliere nel film un omaggio a Jean-Luc Godard: la sua figura viene tratteggiata in modo esasperato e resa una maschera comico-grottesca, una figurina di cui vengono ingigantiti i caratteri personali fino a rendere il regista un personaggio insignificante.

Le interpretazioni di Louis Garrell e Stacy Martin sono l’unica nota positiva di questa pellicola da dimenticare. Se le intenzioni di Michel Hazanaviciu erano quelle di omaggiare il periodo cinematografico godardiano, sono fallite miseramente.

Marco Severini