Tre musicisti di pari dignità,
nelle belle Milano, Londra e Parigi, “dove brevemente poniamo la nostra scena”.
Un trio di anime sensibili dotate di genio;
dilettandoci ed emozionandoci, servendosi di tre differenti modi,
approcceranno un medesimo sound,
che non verrà con loro seppellito
nella medesima bocca di argilla, sotto il medesimo epitaffio.
E che potremo, così, continuare a designare
con la parola jazz.

“È l’azione che adesso per qualche minuto
noi metteremo in scena.
Se leggerete con paziente occhio,
noi proveremo qui con diligenza
a sopperire a ogni nostra carenza”.


GERARDO FRISINA MOVEMENT – MILANO

frisina

Sollevatosi il sipario sul promettente – e movimentato – palcoscenico del nord Italia, il primo ad entrare in scena è Gerardo Frisina, uno dei migliori interpreti del suono Jazz Club, permeato di influenze Latine; è tornato – esattamente quattro anni dopo l’uscita di Join the Dance – su schema records, con il nuovo ed entusiasmante Movement.

Il contributo che Gerardo ha dato alla storia del jazz italiano è più che notevole, o se non altro merito di nota: con la sua attività di produttore, ebbe un ruolo fondamentale nella ri-scoperta di preziose rarità del jazz italiano e nel rilanciare – per la gioia del nostro udito – questo ricco e portentoso patrimonio. In questo album – il suo quinto – le influenze Cubane che lo hanno accompagnato nella sua carriera si fanno più evidenti e percepibili alle orecchie di noi, incantati spettatori.

Il suo compagno di etichetta Nicola Conte ci aveva invece deliziato, qualche mese prima, con un album che spostava il sound verso l’Africa. Frisina muove poi l’ago della bilancia verso un groove più dancefloor, ma senza perdere per strada le radici Jazz: un perfetto moto pendolare che oscilla fra la tradizione e le più disparate e interessanti contaminazioni.

Arrival, The Talisman, Selvatico, Communications, Moving Shadows e Mystic latino hanno un ritmo che rende inconciliabili l’ascolto e il movimento statico: questa musica rinfresca lo spirito e scalda i piedi, assicura un’ottima guarigione dal tedio domenicale!


THE GREG FOAT GROUP LIVE AT THE PLAYBOY CLUB, LONDON – LONDRA

greg foat

Nel secondo atto si cambia ambientazione. Siamo in terra d’Albione, dove assistiamo all’ennesima perla del Greg Foat Group! Questo loro terzo album conferma la solidità del gruppo, le capacità del leader e – ciliegina sulla torta – la sua intelligenza musicale. Registrato dal vivo, direttamente su nastro analogico, l’album cattura l’energia e l’atmosfera del combo durante il loro concerto regolare; riassorbendone l’intero soffio vitale e rubandovi l’anima. Una colonna sonora ricca di groove jazz, intermezzi library, e un sound modal molto anni ‘60. La band fa un grande e libidinoso lavoro, inondandoci di piacere uditivo. Questa registrazione suona come una notte perfetta con la vostra dolce metà e, se lo permettete, il jazz non è mai stato così divertente!


FLORIAN PELLISSIER QUINTET BICHES BLUES – PARIGI

florian

Atterriamo finalmente in Francia nel terzo ed ultimo atto. Questa volta per rappresentare il lavoro più tradizionale e più americano dei tre fin qui recensiti. Comodamente seduti ci spostiamo – con l’immaginazione – da Parigi a uno dei club di New York, per un sound molto Blue Note: quello del quintetto capitanato dal pianista francese Florian Pellissier. Preparatevi ad ascoltare una tromba molto Freddie Hubbard e dei bellissimi intrecci di sax tenore, soprano e piano molto Dance Cadaverous (Wayne Shorter per chi volesse approfondire). Valse pour Helene, di Jef Gilson (uscito di scena due anni fa), è il picco dell’album, con quel feeling New Wave perfetto per un film che non esiste e che possa fungere da imago mortis, come ultima immagine fermatasi sulle vostre retine. Splendido!
Tre dischi – sì, comprateli in vinile – differenti ma molto vicini nelle radici. Immersi nel passato e al contempo protratti verso un futuro roseo che conferma la freschezza di un genere definibile come jazz o Black american music, ma del quale esistono grandi esecutori anche lontano dagli Stati Uniti. Che sia questo il sound del futuro?

Federica Romanò e Luca Romanò

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