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Nel 1998 esce nelle sale una stravagante commedia dei fratelli Coen, ambientata a Los Angeles nei primi anni ’90 e destinata, nonostante l’insuccesso al botteghino, a diventare cult
La pellicola racconta un’odissea ambientata a Los Angeles, città che si fa teatro di episodi al limiti del bizzarro, che tuttavia, risultano credibili e divertenti. I fratelli Coen combinano diversi generi cinematografici (commedia appunto, ma anche noir, crime, persino musical) e adottano un interessante e minuzioso stile di regia, caratterizzato da inquadrature che ammiccano tanto al cinema classico hollywoodiano, quanto a quello d’avanguardia, ricorrendo a dialoghi surreali che rivestono il film di un’atmosfera straniante ma allo stesso inglobante, in quanto il pubblico si trova catapultato in uno scenario del tutto fuori dal comune.

Un altro particolare che fa funzionare questa commedia è l’accoppiamento differito dei personaggi. Infatti, se Jeffrey Lebowski (Il Drugo) è pigro, indossa abiti semplici, fuma marijuana, e trascorre la settimana a giocare a bowling con i suoi compari, il suo migliore amico Walter, reduce dal Vietnam, dal carattere irascibile e dal temperamento violento, tende all’esagerazione producendo fraintendimenti esilaranti che spaziano ironicamente dal fanatismo sportivo a temi politici più complessi come i frequenti riferimenti alla guerra in Vietnam. In particolare è però Il Drugo ad essere il personaggio fulcro della narrazione, sempre al centro degli eventi, sebbene costantemente disinteressato: egli, di fatto, è l’opposto del classico eroe hollywoodiano, pronto a entrare in azione e a perseguire il suo obbiettivo; pare piuttosto un inetto, un uomo che prende la vita come viene. “Il Drugo sa aspettare” afferma emblematicamente.

Il grande Lebowski è una parodia della Grande Hollywood, ma anche una critica affascinante alla società, risultato di una combinazione originale di regia, sceneggiatura, interpreti, ambientazioni e costumi. La storia folle di un protagonista fannullone, ma, a suo modo, vincente. Il Drugo non è cambiato dopo la sua avventura: non c’è morale né alcuna lezione da impartire nell’universo Coen.

Filippo Fante

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