Voto

6.5
 

Cosa fare quando tutto sembra perduto? Si spera in un miracolo. È ciò che cerca Angelina, malata di un male incurabile, nell’immensità della foresta Amazzonica peruviana tra gli sciamani di una tribù indigena. Angelina è alla ricerca di una cura impossibile, di qualcosa che la guarisca o che almeno le allevi il dolore che prova, un dolore insieme mentale e fisico. Come mentale e fisico sarà il viaggio che affronterà grazie ai rituali che gli sciamani praticheranno su di lei e con lei, che le permetteranno di riuscire finalmente a gestire le sue ansie e affrontare la malattia.

Icaros: A vision è girato nella giungla amazzonica peruviana e precisamente a Iquitos, là dove Herzog girò il suo Fitzcarraldo: un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, dove l’occhio si perde nell’immensità della vegetazione ancora incontaminata e i suoni si espandono. I due registi, Matteo Norzi e Leonor Caraballo, mostrano un mondo fatto di rituali, canti e preghiere, dove l’accettazione della malattia passa per la purificazione dello spirito.

È qui che Angelina conosce l’Ayahuasca, un’antica bevanda psichedelica composta da diverse piante amazzoniche, in grado di indurre un potente effetto allucinogeno che purifica dalle “malattie” dello spirito. “Il film è ispirato dalla convinzione che riconoscere il valore delle piante è il modo migliore per cambiare il futuro pregiudicato dell’Amazzonia, anch’essa un paziente in fin di vita” afferma Matteo Norzi.

Affiancando sul set attori professionisti e veri sciamani e indigeni, il film è essenzialmente una riflessione sulla paura: paura della malattia e della morte, ma di vivere la vita; una paura da superare con l’aiuto lisergico dell’Ayahuasca.

Giorgia Sdei