Voto

7.5

Guè Pequeno indossa il completo elegante per diventare un Gentleman, e ricorda a tutti chi comanda nel rap game italiano.

Quarto disco – in quattro anni – senza i vecchi compagni di Club, a distanza precisa di un anno dall’altro, ma questa prolificità ha un prezzo. Se, infatti, nella prima parte il disco sembra un’ottima riuscita musicale – a livello sonoro ma anche lirico –, nella seconda si perde, diventando piatto e banale. A colpire l’ascoltatore sono la boccata di novità nella collaborazione con El Micha, traccia in cui per la prima volta il rap italiano incontra il genere latino americano, e le smancerie – forse un po’ troppo ruffiane – di Non Ci Sei Tu, che ricordano quel modo di fare hip-hop à la Mecna.

Le hit non mancano: collaborazioni con la scuola nuovaLamborghini, che vede alla guida anche Sfera, e Scarafaggio, in cui finalmente Tony Effe chiude qualche rima –, ma anche con quella napoletana, sia del rap (Oro Giallo feat. Luchè) che della musica, suonata dall’inaspettato Enzo Avitabile. Per finire, tornano le canzoni tipicamente alla Guè: le autocelebrazioni esagerate di T’Apposto, Trinità e Mimmo Flow.

Anna Laura Tiberini