Voto

7

Road movie nell’accezione più completa del termine, Going West è l’applicazione cinematografica del concetto di viaggio che, come inteso da Proust “non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”.

Presentato in anteprima italiana assoluta all’interno del Festival Orlando. Identità, relazioni, possibilità (Bergamo, sabato 19 maggio), il film racconta la storia di Georg (Ingar Helge Gimle) e di suo figlio Kasper (Benjamin Helstad). Diversissimi e in continuo attrito, i due si ritroveranno profondamente cambiati da un’esperienza condivisa, quella di un viaggio improvviso e inaspettato verso una sperduta isola della Norvegia, sede dell’annuale concorso di quilt, per rendere omaggio a Irene, defunta madre e moglie dei due protagonisti.

Non è importante la meta del percorso dei protagonisti, quanto la libertà raggiunta da Georg di mostrarsi finalmente in pubblico vestito da travestito, dopo una vita passata a nascondersi, e le occasioni che porteranno lui e il figlio Kasper imbattersi in personaggi e situazioni fuori dal comune.

Il regista Henrik Martin Dahlsbakken decide di lasciare sullo sfondo la Norvegia, con i suoi paesaggi da togliere il fiato, per concentrarsi sull’interiorità del rapporto padre-figlio, che proprio grazie a questa insolita e inaspettata avventura permetterà ai due protagonisti di accogliere nel proprio mondo gli altri e di farsi conoscere per ciò che sono.

Il dramma si mescola alla malinconia e a un pizzico di humor si aggiunge una nota di cinismo e una leggera ironia che rendono il film un avvincente road movie familiare.

Giorgia Sdei

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