Voto

5
 

Da romanzo best seller a monologo teatrale e infine filmGli sdraiati, scritto e diretto da Francesca Archibugi, dipinge il tipico rapporto conflittuale tra genitori e figli adolescenti nel modo in cui si configura oggi: una totale incompatibilità e mancanza di comunicazione. Lo scontro generazionale si manifesta nella relazione tra Giorgio Selva (Claudio Bisio) e il figlio Tito (Gaddo Bacchini), personaggi che rispettivamente incontrano, senza sfumature, lo stereotipo del padre eccessivamente apprensivo e impiccione e del figlio adolescente lunatico, che comunica esclusivamente con borbottii e monosillabi; entrambi non privi di note dolci a mantenere e riportare sempre sulla medietà il tono del racconto.

È proprio lo spessore introspettivo, psicologico e sociologico a mancare alla pellicola, complice l’interpretazione di Bisio, votata a un registro comico che spesso stride con il contesto invece malinconico, con il tormento di un padre incapace di mitigare la ritrosia del figlio e di imporre con fermezza la propria autorità e con il senso di soffocamento provato da un figlio che desidera solo un po’ più di fiducia. La massa di personaggi di contorno, come gli amici di Tito e le amanti di Giorgio, e i rispettivi filoni narrativi vengono solo abbozzati, relegati al ruolo di parentesi e incapaci di interagire con la storia tra i due protagonisti o di arricchirla.

Lo spettatore, estraniato da una fotografia fredda e antinaturalistica, fatica a empatizzare con i personaggi e le loro storie, mentre assiste a un ritratto generazionale che vorrebbe rivendicare l’irriducibile alterità delle nuove generazioni e denunciare l’incapacità degli adulti di lasciare spazio giovani (degna di nota la frase di Giorgio: “Ho visto un futuro quasi medievale: i giovani, in minoranza, umiliati, vengono cacciati ai margini della società da questa orda di vecchi assetati di potere, di privilegi…”), ma che finisce vittima di scontati stilemi da teen movie a discapito di uno sviluppo narrativo improntato invece sui dialoghi, come era avvenuto per Il nome del figlio.

Benedetta Pini