Voto

3
 

Memoria storica di 111 interminabili minuti, Gli Indesiderati d’Europa, scritto e diretto da Fabrizio Ferraro, è un racconto dal sapore documentaristico dell’ultimo viaggio del filosofo Walter Benjamin, in fuga dalla Francia fascista verso la Spagna, dove si sarebbe imbarcato per l’America. Una fuga lungo quei Pirenei sudorientali che proprio un anno prima avevano fatto da sfondo alla retirada dei combattenti antifascisti della Guerra Civile Spagnola.

La fatica del viaggio viene restituita con fedeltà: sono rari persino i puntellamenti della musica, che tace in favore dei respiri e dei sospiri dei personaggi, e l’unico commento della radio (dentro e fuori dai locali in cui il filosofo scrive) serve a contestualizzare storicamente il tempo del racconto.

Nonostante la curatissima fotografia, ricca di chiaroscuri, il film si perde in estenuanti piani sequenza, carrelli e immagini fisse. L’eccessivo lirismo dei dialoghi (tra l’altro, ridotti all’osso), inoltre, restringe i destinatari dell’opera a chi abbia un minimo di conoscenza della storia e del pensiero filosofico di Benjamin, escludendo tutti gli altri.

Aver puntato sul racconto di un viaggio, seguito pedissequamente senza alcun guizzo creativo, rende eccessivamente impegnativa (e a tratti noiosa) la visione del film.

Caterina Prestifilippo