Voto

7.5

Dopo l’esperienza quasi decennale nei Jacqueries e negli art-rock Alpinismo, Germanò debutta con Per cercare il ritmo per Bomba Dischi. Se all’etichetta che ha reso grandi Calcutta e Pop-X si attribuisce una certa attitudine lasciva, il cantautore romano sembra incarnare una scommessa nel panorama indie di oggi e dimostra la voglia di Bomba Dischi di sperimentare. L’album, infatti, composto da nove brani per circa mezz’ora di ascolto, è concettualmente lontano dalle tendenze del momento, ma cerca di avvicinarcisi senza forzature e con un songwriting eccellente.

Il lavoro si apre con la title track Per cercare il ritmo, che rende subito chiare le linee del disco: un sound ispirato senza riserve agli anni ‘80 e al suo soft dancefloor, con sapienti intrecci di jazz, pop-rock e dance. La chitarra elettrica, rigorosamente clean, e i sintetizzatori sono i padroni dei tappeti strumentali, mentre le linee vocali ricordano a tratti i Tiromancino. Grace è l’azzeccato singolo, un brano intenso e ottimamente strutturato, che fa del pianoforte la sua caratteristica principale; mentre Dicembre sembra uscita direttamente da Aurora de I Cani (in senso tutt’altro che negativo). I bassi di Via per sempre ricordano i dischi Motown dei tempi d’oro, con un occhio agli odierni Roosevelt, e traghettano verso l’intenso finale dell’album, Dario, che riporta un essenziale e-piano al centro dell’attenzione.

Germanò realizza un disco di qualità, un album notturno, nostalgico e malinconico, colonna sonora di un film noir ambientato ai giorni nostri. Come un legno massello, Per cercare il ritmo è attraversato da nodi e venature incarnati dai vari generi esplorati, che creano disegno originale e unico.

Federico Bacci