13 Ottobre 1973. Esce Selling England By The Pound, il quinto album della allora ormai consacrata progressive rock band Genesis, il terzo, dopo Nursery Crime e Foxtrot, a vedere la formazione storica del complesso: Peter Gabriel (voce, flauto, oboe, percussioni), Steve Hackett (chitarra), Mike Rutherford (basso, chitarra, sitar elettrico), Phil Collins (batteria, percussioni, voce) e Tony Banks (tastiera, sintetizzatore).

È stato l’album di maggior successo commerciale della band nella Peter Gabriel Era; niente a che vedere, ovviamente, con le fortunate vendite nella deriva pop commerciale che i Genesis hanno preso negli anni ottanta, seguendo una moda abbracciata da diversi esponenti del prog inglese degli anni settanta – un esempio è 90125 (1983) degli Yes. Lo stesso Hackett, una volta, disse che considerava questo lavoro il migliore della band, la quale pare sia stata costretta, a suo dire, ad andare incontro ai gusti del grande pubblico da motivazioni economiche, dato che i proventi non erano stati fino ad allora sufficienti. Insomma, con la cultura non si mangia molto.
Eh sì, proprio cultura, perché accanto a un linguaggio musicale estremamente raffinato – questo album segna probabilmente l’apice artistico della loro carriera –, troviamo lyrics di notevole complessità, ricche di citazioni letterarie e non solo. Dal folklore britannico di Dancing with the Moonlit Knight, alla cronaca di scontri tra gangster londinesi in The Battle of Epping Forest, dai temi di fantasia di Firth of Filth, allo Sheakspeare e al mito di Tiresia in The Cinema Show. Nel caso delle citazioni letterarie o filosofiche, pero’, non si tratta mai di sfoggi di erudizione, bensì di riadattamenti plastici verso la realtà contemporanea, riattualizzazioni di materiale umanistico di notorietà universale. Così, ad esempio, i Romeo e Giulietta di Gabriel si preparano per uno spettacolo cinematografico – ascoltando infatti il brano The Cinema Show viene quasi automatico porsi l’ingenua domanda: ma di chi e quanto doveva essere innamorato Gabriel per scrivere una tale meraviglia?

Senza dubbio, Selling England By The Pound è una pietra miliare del genere, che proprio in quegli anni ebbe i suoi natali. Alcuni critici fanno infatti coincidere la sua nascita con album memorabili degli anni 60’ come Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles o Freak Out di Frank Zappa, probabilmente perché si tratta di concept album – stile di composizione che ricorre spesso nella musica prog.
Tra la fine degli anni 60’ e l’inizio dei 70’ si afferma l’esigenza di allontanarsi dalla trita e ritrita forma-canzone – a volte parzialmente, altre in maniera definitiva – per abbracciare invece tecniche compositive più libere e capaci di esprimere un pensiero musicale più complesso. Indubbi sono gli influssi della musica classica, così come della musica jazz; in generale, della musica colta. E così si affermano gruppi quali i Genesis, i King Crimson, gli Yes, gli Emerson Lake & Palmer, i gruppi della cosiddetta scena di Canterbury, e acquistano notorietà in questo momento anche molti altri se rimaniamo in Inghilterra. Ma il progressive ha avuto fin dalla sua nascita una forte tendenza internazionale, un continuo confronto tra complessi di diversa nazionalità. Anche in altri Paesi europei, in particolare Germania e Italia, si diffonde questa corrente musicale; la Premiata Forneria Marconi, ad esempio, prima di crearsi un buon numero di fan in patria diventa famosa in Inghilterra grazie alla versione inglese di Impressioni Di Settembre interpretata da Patti Smith.

King Crimson - In The Court  Of The Crimson King (1969)

King Crimson – In The Court Of The Crimson King (1969)

Interessanti sono i risvolti che la musica prog ha avuto negli anni 80’ quando si è fusa alle sonorità più dure dell’heavy metal e alle sperimentazioni elettroniche di quegli anni. Ed è questa forse un’altra importante nota caratteristica di questo genere; se certamente, anche in questo caso, si sono fossilizzati degli stilemi particolari (tempi composti, poliritmia, armonie e melodie ricercate), lo sperimentalismo e la capacità di acquisire le nuove scoperte del panorama musicale si sono sempre prepotentemente imposti. Negli anni 70’ si faceva infatti un uso sistematico del moog, allora strumento nuovissimo – la già citata Impressioni di Settembre rappresenta la prima apparizione in un brano italiano di questo strumento, anzi, la PFM nemmeno l’aveva in proprietà, ma l’aveva presa in prestito dall’unico importatore italiano; mentre negli anni a noi più vicini si sfrutta la musica elettronica in maniera più sistematica, come nel caso dei Porcupine Tree.

Insomma, a spasso con i tempi, tanto che progressive è diventata una categoria di difficile definizione. Cos’è prog? L’ambiguità di questo termine mette in luce il fatto che si tratta più di un atteggiamento musicale che di un vero e proprio “genere”. In una recente intervista Steven Wilson, nuova star del prog, ha detto: “Dato che fare prog significa fare qualcosa di totalmente mio, o tuo, avanti… È ovvio che esista un genere che la gente identifichi come “prog”, ma non sono sicuro di poter dire chi ne faccia parte… I Radiohead sono Prog? I Muse, i Massive Attack? Gli Aphex Twin? Io ti direi di sì, in un certo senso. Se mi chiedi: una band come i Transatlantic è Prog? Ti rispondo: No. Ti dico piuttosto che sono old fashioned. Prog è allora continua ricerca, sperimentazione, uso di nuove forme artistiche.
Ecco che così, dopo un brevissimo accenno al contesto, si può cogliere il senso della proposta di Selling England By The Pound, un album che dopo più di quarant’anni dalla sua pubblicazione è sicuramente “passato di moda”; chi ancora rincorre quei precisi canoni artistici è, come direbbe Wilson, old fashioned. Ma lo spirito di quest’opera, indubbiamente uno dei momenti più alti della scena contemporanea, rimane un perfetto esempio di musica viva, autorinnovantesi, che ha come unico scopo la musica stessa. Inizia e finisce in se stessa, “art for art’s sake”.

Luca Paterlini