Voto

7.5

Con Davide Gemitaiz torna ai microfoni e gioca la sua carta vincente: non seguire l’onda del momento. Nonostante l’unico comandamento sembri quello di abbracciare il genere trap, Gemitaiz decide di mantenere il proprio stile, in primis la qualità dell’acustico delle strumentali, e di criticare con ironia il genere (Pezzo Trap). 

15 tracce di narrazione profondamente personale: Davide è il racconto del quotidiano di un ragazzo di nome Davide, appunto, che si dimena tra amori disillusi (Davide), concorrenza (“Non mi frega un cazzo di fare la gara di questo rap italiano / Sul beat ve la diamo adesso, anche in prima acceleriamo / Vinco sempre sempre sempre Mina e Celentano”) e abitudini, buone o sbagliate che siano (“Sto da solo, non la passo / Guardo il tetto penso a cosa cazzo / Mi sa che ci perdiamo anche oggi / Fai rewind dagli orologi / Già li sento che mi dicono che dico sempre le stesse cose però”).

Se l’importanza in musica è l’originalità, allora Gemitaiz arriva sul podio, e lo dimostra in particolare nei featuring: dalla hit radiofonica con il ritornello di Coez (Davide) ai ritmi caraibici della “samba trap” di Achille Lauro (Keanu Reeves), passando per l’ormai consolidato duetto insieme a Madman (Holy Grail), confermandosi capi del flow. Senza dimenticarsi che tra le collaborazioni può vantare quelle con Guè Pequeno e Fabri Fibra, ma anche con la soave voce della principessa Priestess.  

Anna Laura Tiberini