Voto

7

Boston, 1978. Un gruppo di criminali irlandesi e alcuni trafficanti d’armi si incontrano in un vecchio magazzino dismesso per la compravendita di fucili AR-7: per un imprevisto, l’incontro degenera in carneficina. Pare l’antefatto di un intreccio gangster ricco di inseguimenti e sparatorie. Invece, sorprendentemente, la trama non procede oltre e lo scambio d’armi si rivela essere l’unico evento su cui poggia la sceneggiatura del film, frustrando le aspettative del pubblico costantemente in attesa di svolte che non si verificano.

Data l’assoluta scarnificazione dell’intreccio, sarebbe stato facilissimo annoiare. Eppure Ben Wheatley si dimostra abile nel mantenere un ritmo incalzante, ben dosando colpi di scena e picchi d’azione. Lo svelamento progressivo dei personaggi – di cui solo lentamente si scoprono caratteri e interessi –, inoltre, contrasta la monotonia d’azione e permette un maggior coinvolgimento nelle vicende.

Eccezionale lo stravolgimento che Wheatley opera del ruolo da “macchietta”: il personaggio di Stevo (Sam Riley) pareva assolutamente secondario rispetto all’imponenza di quelli interpretati da Brie Larson, Armie Hammer e il sempre affascinante Cillian Murphy, eppure si rifiuta di morire per primo (come accade tradizionalmente alle macchiette) e sopravvive avventurosamente e con grande carisma.

Giorgia Maestri

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