Quale miglior fucina di “ispiratori” se non la generazione del secolo scorso? Dal blues delle origini e la musica nera, suonata negli scantinati delle città americane come New Orleans e Chicago, passando per il rock’n’roll, il rockabilly e il rythm’n’blues, fino alla meravigliosa esplosione cambriana musicale degli anni ’60. Sempre più la musica doveva fare i conti con la società, con un mondo in rapida e radicale evoluzione, denunciandone i problemi e le ipocrisie. Prima che esplodesse il celebre movimento hippie, verso la fine del decennio era già in corso una rivoluzione culturale nella zona di Los Angeles,  una ribellione contro i modelli comuni di comportamento che si traduceva in atteggiamenti anticonvenzionali come portare i capelli lunghi, vestirsi in modo stravagante, abusare di di droghe e disprezzare il denaro e le norme della società. Il movimento si chiamava Freak, da cui l’italianismo “fricchettone”Accanto a determinate manifestazioni estetiche e comportamentali, Freak divenne sinonimo di una nuova tendenza musicale che mirava a uscire dai canoni dell’epoca, spesso al limite del proibizionismo; e fu proprio questo intento a far avvicinare al movimento un musicista del calibro di Frank Zappa.

Nato a Baltimora da immigrati italiani nel 1940, Frank Zappa cresce musicalmente tra la musica nera, fatta di cori doo-woop e complessi jazz e il rythm’n’blues; in particolare rimane segnato da un LP di Edgar Varése, Ionisation, che gli aprirà la mente su numerose prospettive per i suoi primi lavori e vari album più tardivi. Il successo arriva nel 1966 con Freak Out!, inciso con la sua storica band The Mothers of Invention (dapprima solo Mothers, poi modificato dall’etichetta Verve onde evitare doppi sensi).

Freak Out! era il manifesto del movimento Freak, una trasposizione musicale delle atmosfere e delle idee di quegli anni, nonché un album talmente rivoluzionario che persino Paul McCartney ammise di esservisi ispirato per la composizione di Sgt. Pepper’s. I brani presentano sia aspetti colti che frivoli, espressi attraverso una squisita sperimentazione che precede l’art rock e il progressive degli anni ’70. I testi sono il principale motivo di scalpore: apertamente volgari, critici e irriverenti, sconvolgono quello stesso pubblico che di lì a poco bandirà i The Doors da gran parte delle televisioni americane per aver osato pronunciare “high” in diretta. A Freak Out! seguono molti altri successi, sia con i Mothers of Invention sia da solista, con una costante evoluzione artistica contrassegnata da irriverenza, ricerca e genialità.

La produzione musicale di Frank Zappa è sconfinata: più di 100 album rilasciati in quasi 30 anni di carriera, e un norme quantità di materiale inedito ancora da scoprire. Se il Frank Zappa musicista aspetta ancora essere completamente rivalutato, il Frank Zappa personaggio pubblico ha avuto un impatto silenzioso ma più esteso di quanto si pensi: per primo ha ricoperto la figura dello sperimentatore ribelle e rivoluzionario, del musicista che usa la propria arte in ogni sua forma per plasmare qualcosa di nuovo e provocatorio, che nel suo caso si configurava spesso in testi volutamente fastidiosi e pieni di doppi sensi. Senza contare la lotta personale contro la censura rappresentata dal Parents Music Resource Center (P.M.R.C.) e l’impegno politico – a modo suo – con una sua candidatura alla presidenza degli Stati Uniti (“Potrei mai far peggio di Ronald Reagan?”).

Leonardo Fumagalli