Voto

7

Dave Grohl ama sfidare se stesso, non ci sono dubbi. Dopo Wasting Light, settimo lavoro in studio tra i più riusciti della discografia dei Foos, debutta alla regia con Sound Citydocumentario sulla storia dei Sound City Studios con tanto di colonna sonora composta insieme a ospit d’eccezione come Stevie Nicks, Corey Taylor, Rick Nielsen, Paul McCartney, Josh Homme, Trent Reznor e molti altri.

Infine eccoci qui a parlare di Sonic Highways, che non solo è l’ottavo album in studio della band, ma anche una serie TV riguardante otto leggendari studi di registrazione in cui si è scritta la storia della musica americana. Ogni traccia dell’album dispone di caratteristiche inerenti alla città in cui è stata registrata (Chicago, Washington D.C, Nashville, Austin, Los Angeles, New Orleans, Seattle e New York) pur non perdendo l’essenza del sound della band che ormai conosciamo molto bene. Insomma, le premesse per avere tra le mani l’ennesimo ottimo lavoro ci sono tutte: da The Feast And The Famine – picco massimo di tensione dell’album – fino ad I Am The River, trionfale traccia conclusiva.

Quindi la domanda è: potevamo aspettarci qualcosa di diverso? Lo stesso Grohl ha ammesso di averci fatto su un pensierino. Così, però, non è andata, e facciamocene una ragione: sarebbe come tornare nei ’70s e chiedere ai Creedence di snaturare il proprio sound. Sonic Highways è un viaggio sonoro, una panoramica sulla cultura musicale americana.

Christopher Lobraico