Voto

6
 

È possibile raccontare la storia di un dramma umano con leggerezza e ironia? La risposta di Le Guay è positiva: bastano un pizzico di sensibilità e tanta eleganza.

Florida è delicato, a tratti sorprendente e incredibilmente vero, ma incompleto. Infatti, nonostante lo scheletro della pellicola risulti molto interessante per il modo in cui amalgama realtà e immaginazione, si riesce quasi sempre a distinguere il vero dal ricordo o dal falso. L’aspetto più riuscito del film è invece il punto di vista della narrazione: lo spettatore è  Claude, è il protagonista, e solo raramente riesce ad allontanarsi realmente dall’ultraottantenne romantico e capriccioso interpretato da un Jean Rochefort totale, che giganteggia sull’intero cast.

Florida racconta con raffinatezza l’umanità e l’angoscia dell’ingovernabilità del tempo: il dramma lento e incontrollabile della perdita della memoria, gli sbalzi d’umore della senilità, le piccole gioie quotidiane, le ostinazioni più banali, i desideri che l’età non riesce a sopire.

Le Guay – come solo i registi di un certo livello sanno fare – ha regalato alla sala un frammento di una vita in una cornice delicata, i titoli di coda di una storia unica.

Marco Mingolla