Voto

8
 

I Love You, Honeybear è quel genere di album che bisogna ascoltare più volte. E non perché al primo ascolto non riesca a colpire: riesce ad arrivare dritto al cuore dell’ascoltatore fin da subito, con una generosità provocatoria e toccante.

Tillman prende le distanze da quanto fatto con i Fleet Foxes in precedenza – continuando così il percorso iniziato qualche anno fa – avvicinandosi sempre di più al Folk di Jonathan Wilson (produttore dell’album) e Beck, regalandoci meraviglie come The Ideal Husband, Bored in The Usa – in cui stigmatizza il sogno americano – e Holy Shit.

Perché, quindi, bisogna ascoltare più volte questo disco se è veramente in grado di toccarci emotivamente fin da subito? Per gioire fino in fondo, chiaro.

Christopher Lobraico