Voto

8
 

Non è facile capire se Joshua Tillman – o meglio, Father John Misty – si stia prendendo gioco di voi o no, ma una cosa è certa: nella teatralità asettica del suo cinismo e del suo sarcasmo si intravede un’inquietante e lucida disperazione.

Pure Comedy, infatti, si autocita anche nei contenuti: Tillman canta la commedia dell’uomo moderno, intraprendendo digressioni su attualità, religione (Pure Comedy) e su come “scoparsi Taylor Swift ogni notte/con la realtà virtuale” (Total Entertainment Forever) possa essere un semplice pretesto per comporre una rima, perché, dopotutto, non ci sono molti altri nomi che suonano bene con Oculus Rift.

A metà tra l’Elton John di Honky Château e di Goodbye Yellow Brick Road e il Neil Young di On The Beach, il terzo lavoro in studio sotto pseudonimo del cantautore americano può sembrare distante dai giochi di melodie del precedente I Love You, Honeybear – anche se non totalmente assenti. Ed è una mossa vincente sotto tutti i punti di vista: sia quello puramente musicale, esaltato dal contrasto tra armonia e lagna, sia quello inerente ai testi; due fattori che rendono Pure Comedy un grande album.

Christopher Lobraico