Voto

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Stereotipi ormai visti e rivisti tornano nel nuovo film del regista francese Emmanuel Gillibert, Famiglia allargata: una commedia dalla sceneggiatura a tratti piatta e scontata, che va perdendosi in gag poco credibili.

Il protagonista della vicenda è Antoine (Arnaud Ducret), il classico scapolo incallito sulla quarantina, a cui piace circondarsi di belle donne e fare festa ogni sera. Quando però il suo coinquilino è costretto a lasciare la casa in cui vivono, Antoine si ritrova a dividere l’appartamento con la bella Jeanne (Louise Bourgoin) e i suoi due bambini, Théo e Lou. È proprio il rapporto conflittuale – destinato a tramutarsi in sincero affetto – che s’instaura tra Antoine e i due bambini per il dominio della casa, a essere il motore principale della narrazione. Delle numerose scene che vedono protagonista l’insolito trio, però, sono poche quelle che riescono davvero a strappare un sorriso e a non risultare scontate; anche se, a lungo andare, annoiano.

A tenere in vita il film sono gli attori, e in primo luogo Antoine Ducret, che incarna in modo credibile il tipico uomo di mezza età ancora infantile, antipatico e rozzo, il quale suscita tuttavia un’irresistibile simpatia. Dunque è il quadretto “famigliare” formato da Ducret e Louise a essere l’unico elemento davvero convincente e non forzato dell’intera pellicola.

Giulia Crippa

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