Voto

9
 

Questa volta è proprio il caso di dirlo: che hype per questo disco! I mitici Faith No More tornano finalmente dopo Album of the Year del 1997. Anticipato dall’uscita di due singoli, una rabbiosissima Superhero e Motherfucker che ricorda un po’ gli anni dei grandi successi  come Angel Dust , è certamente uno degli album più attesi del 2015.

Bill Gould, il bassista, ha affermato di recente: “Quello che penso è che, grazie alla nostra esperienza di musicisti in questi anni, ciò che stiamo facendo rifletta quello che abbiamo vissuto dall’ultimo disco dei Faith No More a oggi. Credo che questo disco alzi il tiro”. Di sicuro, Bill!

E ancora una volta troviamo l’inconfondibile marchio di fabbrica della band: l’imprevedibilità. Fin dai primi album, nessuno è mai riuscito a inserirli in un genere preciso. Cosa fanno? Alternative? Rap? Funk? La forte personalità artistica che li ha resi famosi si ripropone qui con un sound nuovo, molto complesso e variegato: dalla strofa alternative stile R.E.M. di Black Friday alle incazzate Cone of Shame e Separation Anxiety.

Insomma, Mike Patton & Co. non hanno deluso le aspettative, non sono caduti nella triste spirale della reunion pateticamente autoreferenziale, ma sono ancora in gran forma. E sono tornati con dei brani pazzeschi.

Luca Paterlini