Voto

6

La regista Natalia Beristan sceglie di parlare di femminismo, di maternità e della consapevolezza di tali ruoli attraverso la figura di Rosario Castellanos (Karina Gidi). Eterno femminile (Los Adioses) è un intenso biopic che ripercorre la vita della poetessa messicana, destrutturata tra la sofferenza di vivere in una società maschilista, l’impegno artistico e sociale e l’esser madre. Il film concede ampio spazio allo straniamento e all’approccio individualistico che ha caratterizzato l’esistenza della scrittrice, accentuati da una sensazione di inadeguatezza in quanto donna lontana dai cliché, eppure impotente di fronte al labile idillio con il filosofo Ricardo Guerra (Daniel Giménez Cacho).

È un ritratto etereo, in cui sono le immagini a parlare: la fotografia soffusa, la colonna sonora e l’interpretazione consegnano in maniera amabile le battaglie della Castellanos, che denunciò pubblicamente gli stereotipi di genere e il conflitto interiore attraversato da ogni donna durante il periodo giovanile, facendo emergere la loro fragilità senza mai dichiararla.

La Beristan costruisce un parallelismo tra passato e presente attraverso l’atemporalità della scrittura, che per la Castellanos diventa un’arma per attaccare la società maschilista. Tuttavia, il film trascura la valenza rivoluzionaria delle idee politiche della scrittrice, proprio quelle che hanno conferito il giusto rilievo alla donna nella storia del Messico: le onorificenze si intravedono appena e la macchina da presa si concentra solo sull’intimità della casa, lasciando a metà l’indagine sull’icona della lotta femminista latinoamericana.

Daniela Addea

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