Fuori da pochi giorni Tank Girl (Nadir Music/Believe Digital), il nuovo disco della cantautrice milanese Irene Maggi. Prodotto interamente da Francesco Sacco (presente anche alle chitarre in fase di registrazione), il disco si presenta come “cantautorato pop-jazz” ma rivela un’esplorazione musicale decisamente più ampia.

Irene Maggi consegna all’ascoltatore un lavoro dalle molteplici influenze e sonorità: dal pop al trip-hop dei Portishead fino agli anni ’80, “evocati” dalla massiccia presenza di synth e drum machine dal sapore french electronic (Can’t act upon it), e alla moderna Grimes (Tank Girl – Intro), passando per il cantautorato puro delle chitarre acustiche (Losing You). La forza del disco è quella di essere riuscito a mantenere una linea guida, un’identità musicale durante tutto il disco: mescolare e attingere da varie fonti per poi innovare un mondo, quello cantautoriale, diventato fin troppo sterile ai giorni nostri. 

Vi presentiamo in esclusiva il video del singolo Can’t act upon it. Interamente girato all’Arci Bellezza di Milano, il lavoro firmato Mattia Fazzari si apre con una sorpresa preziosa: la storica palestra Luchino Visconti, che fece da sfondo al celebre Rocco e i suoi fratelli. Muovendosi delicato e fluido lungo le tappe di una giornata qualunque, il video riflette sul tema della rassegnazione, quella rassegnazione dolceamara che ci accompagna in ogni aspetto della vita e con la quale dobbiamo imparare a convivere. 

Il brano è il risultato di una fusione di generi e influenze: dal pop al trip hop, passando per l’elettronica in stile Air e con sfumature orchestrali. Un pezzo incalzante, dagli strumentali elettronici decisi: una drum machine che corre durante i tre minuti abbondanti della canzone e molteplici livelli di synth dal sapore squisitamente Eighties fanno da tappeto e si intrecciano alle dinamiche pulite e ipnotiche della voce leggera di Irene Maggi (con molto poco effetto, che per un brano elettronico è una peculiarità). Con un occhio alla contemporanea Grimes, tinta di colori più chiari e puliti, Irene Maggi rielabora il cantautorato italiano in chiave moderna, seguendo un progetto originale e raro anche all’orecchio dell’ascoltatore più esperto.

La sua voce, pulita e leggera, si propone come alternativa importante al cantautorato folk-pop che ormai ha saturato il mercato. Irene Maggi alza gli occhi verso l’orizzonte e li stacca da orme fin troppo battute.

Federico Bacci e Benedetta Pini