Voto

8

In un’era in cui i dettami del mercato sembrano imporre agli artisti di snellire gli album (gli ultimi lavori di Kanye West durano circa 20 minuti), Drake si ribella e decide di nuotare controcorrente: registra 90 minuti di musica con un disco di 25 tracce diviso in due parti. Ah, segna anche un nuovo record: 1 miliardo di streaming in una settimana.

Quantità e qualità per Scorpion, un disco che ingiustamente fatto parlare di sé principalmente per la vicenda di gossip che l’ha accompagnato. Da poco padre, Drake – accusato da Pusha T – sembra avere infatti nascosto (d)al mondo il proprio primogenito che, ironia della sorte, è nato in ottobre e sembra aver astrologicamente ispirato Drake.

Scorpion è un disco denso, diviso in due parti come a segnare un confine di genere e a voler dimostrare di avere un talento poliedrico. Nel lato A Drake sfodera le sue barre migliori, con un rap che è tanto “contemporaneo” e trap, quanto “vecchia scuola” (Emotionless, 8 Out Of 10 e Sandra Rose, prodotta da Dj Premier). Ma è quando Drake strizza l’occhio all’R&B – lato B del disco – che non ce n’è per nessuno. Anche la seconda parte mantiene una buona dose di eterogeneità: tracce alla classica R&B di Drake con collaboratori ormai collaudati come PARTYNEXTDOOR, così come sonorità più 90’s, con chitarre latine in After Dark (curiosissima l’outro della traccia con Al Wood, un vero interludio soulful da radio che trasuda di slow jam).

Nei testi Drake mette letteralmente tutto se stesso, e lo fa ancora una volta con grande coerenza: le sonorità hip-hop delle prime 12 tracce si sposano con il racconto della sua carriera, una scalata verso il successo che gli ha spesso causato invidie e malelingue. La seconda parte sembra invece riferirsi alla vita personale di Drake, in particolare al suo rapporto con le donne, che non sempre è un amore a lieto fine; come racconta in Jaded, un pezzo sull’abbandono forse dedicato a Jorja Smith.

Impeccabili i singoli di anticipazione del disco, con l’empowerment alle donne e alle classi meno agiate di God’s Plan (che ha ormai scalato e consumato le classifiche), servendosi di un campione decisamente azzeccato. Una menzione anche ai sample: in Nice For What Drake riprende la voce di Lauryn Hill di Ex Factor (canzone che a sua volta contiene un campione del Wu-Tang Clan, i quali avevano campionato Gladys Knight). Ma Lauryn Hill non è l’unica donna campionata in questo disco: compare anche Nicki Minaj in That’s How You Feel. Curioso che In My Feelings contenga un campione ripreso dalla puntata Champagne Papi di Atlanta, l’acclamata serie di Donald Glover aka Childish Gambino. Senza contare la voce di Michael Jackson in Don’t Matter To Me.

Anna Laura Tiberini

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