Voto

8
 

Compton è un fiume in piena, straripante di portentose collaborazioni. Un album di cui è facile intuire la portata soltanto guardando la tracklist: talmente pieno da disorientare l’ascoltatore, che non sa da quale traccia cominciare – l’Intro non è abbastanza.

Superato l’ostacolo dell’indecisione, si viene travolti da una marea di suoni che cambiano persino all’interno dello stesso brano: se in Darkside/Gone – primo dei tre featuring col celebre rapper Kendrick Lamar – il gangsta rap, mischiato all’hip-hop e all’elettronica, lascia progressivamente spazio a un malinconico e introspettivo pianoforte, in Loose Cannons si ha un repentino cambiamento di ritmi e melodie.
Talk About It e Genocide aprono le danze con un ronzio elettrico che genera l’aspettativa di un album aperto all’elettronica e lontano dai suoni dell’hip-hop vecchia scuola. A prova del contrario Dre introduce pezzi come It’s All On Me e Talking To My Diary, seguiti dalle collaborazioni con due rapper storici quali Eminem nella bellissima Medicine Man e Snoop Dogg in One Shot One Kill e Satisfiction.

Insomma, la soundtrack di Dr. Dre colpisce forte come una mazzata sui denti, ed esalta talmente tanto l’ascoltatore che riuscirebbe a vincere anche l’effetto assopente del Lexotan.

Federica Romanò