Voto

7

Le incontestabili doti di Meryl Streep sono conosciute, e la pellicola diretta da Jonathan Demme – scritta da Diablo Cody – permette all’attrice di sfoggiarle tutte quante: dall’impeccabile interpretazione di una madre/rock-star (Ricki), trashissima nell’abito e dal passo barcollante in perfetto stile Jack Sparrow, alle sue molteplici esibizioni live. Le performance, girate senza il supporto del playback, sono cariche di pathos: vengono trasmessi una profonda affinità e un feeling reale tra i membri della band.

Dove eravamo rimasti non stupisce soltanto per la vincente accoppiata, dal pesante carico emotivo, di cinema e musica dal vivo; la trama è scevra di ogni genere di banalità e si fa portavoce, con discrezione, di messaggi dall’importanza non sottovalutabile: quello che nell’atteggiamento di Ricki può apparire egoistico o fuori luogo porta con sé sfumature ben più complesse.

Insomma, la piacevole pellicola emoziona senza appesantire e mostra come la sincerità nei confronti di se stessi, o l’incondizionata fedeltà a quello che si è, siano virtù di difficile applicazione, ma certamente non condannabili sulla base di preconcetti.

Federica Romanò

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