Voto

7
 

L’album è un capolavoro di commistioni musicali, che ricordano numerosi album prog. e krautrock. L’effetto è un suono ricercato e capace di creare atmosfere esoteriche, ma non complesso, che si rende orecchiabile e divertente.

In Born Under Saturn troviamo sonorità ombrose in stile Depeche Mode, coretti alla Beach Boys e ritmi tribali.
Il risultato è un innovativo tuffo nel passato, durante il quale questi competenti artisti riescono comunque a rimanere al passo con i tempi: i brani, perfettamente omogenei tra loro eppure totalmente differenti, conservano la semplicità tipica delle melodie più attuali che, però, anche attraverso la stesura di testi per nulla immediati, vengono liberate del sapore banale a cui spesso si accompagnano.

Federica Romanò